photographers

e.motion ha avuto l’onore di ospitare grandi professionisti, che con la loro esperienza hanno portato un’occasione di crescita non solo a livello professionale ma anche personale, promuovendo momenti di condivisione e di riflessione sul mondo della fotografia

| e.motion had the honor to host great professionals that, with their experience, offered a chance to grow both at professional and personal level, promoting moments of sharing and reflection on the world of photography

MASTER

nikos economopoulos

(Grecia, 1953) Dopo aver studiato legge in Italia, a Parma, lavora per molti anni come giornalista per quotidiani e periodici greci. Inizia a fotografare nel 1979 e dal 1988 trasforma la sua passione per la fotografia in un rapporto professionale, tanto da abbandonare l’attività di giornalista per dedicarsi unicamente nei due anni successivi alla ripresa di immagini tra la Grecia e la Turchia. Nel 1990 approda a MAGNUM  e le sue fotografie iniziano ad apparire sui quotidiani e le riviste di tutto il mondo.  

monika bulaj

(Polonia, 1966) Fotografa, reporter e documentarista, svolge la sua ricerca sui confini delle fedi, minoranze etniche e religiose, popoli nomadi, migranti, intoccabili, diseredati, in Europa ed Asia, in Africa e nei Caraibi. Pubblica con La Repubblica, Corriere della Sera, Gazeta Wyborcza, Revue XXI, Internazionale, Geo, Courier International, National Geographic, Time Lightbox, The New York Times Lens, Al Jazeera. Ha studiato filologia all’Università di Varsavia, e seguito corsi di antropologia, filosofia, teologia. 

shobha battaglia

(Italia, 1954) Fotografa palermitana, figlia di Letizia Battaglia, inizia a fotografare nel 1980 per il quotidiano di Palermo “L’Ora” raccontando gli anni duri della guerra di mafia. Nel 1998 vince il World Press Photo con “Gli Ultimi Gattopardi”, un lavoro sulla nobiltà siciliana. Nel 2001 riceve il prestigioso riconoscimento Hansel Mieth Preis, con il reportage “Chiesa e Mafia”, insieme alla giornalista Petra Reski. Nel 2001 vince nuovamente il World Press Photo con il reportage sulla moda africana della stilista Oumou-Sy.  

riccardo venturi

(Italia, 1966) Ha iniziato la sua carriera documentando fenomeni sociali quali l’immigrazione irregolare, il sorgere dei movimenti nazisti in Germania o i primi anni di democrazia in Albania. Verso la metà degli anni Novanta ha focalizzato l’attenzione sui paesi in guerra, fra cui l’Afghanistan, il Kosovo, la Somalia, la Striscia di Gaza, Liberia, Sierra Leone e Libia. Negli ultimi anni Riccardo Venturi ha lavorato a inchieste personali e ha spesso lavorato per e in collaborazione con le più importanti agenzie umanitarie del mondo.  

stefano de luigi

(Germania, 1964) Ha iniziato la sua carriera di fotografo lavorando per il Museo del Grand Louvre dal 1989 al 1996. Nel 1998 realizza un lavoro sull’universo della moda: Celebrities. Nel 2000 comincia il progetto Pornoland, un viaggio fotografico sui set della pornografia nel mondo. Nel 2004 Pornoland diventa un libro (edizioni Contrasto, Thames and Hudson, Knessebeck, La Martiniére). Pornoland viene esposto a Parigi, Roma, Napoli, Lille, New York. Dal 2003 al 2006 lavora a Blindness, progetto fotografico sulla condizione della cecità nel mondo.
 

davide monteleone

(Italia, 1974) E’ un autore che lavora a progetti indipendenti a lungo termine, utilizzando fotografia, video e testi. Si dedica in particolare allo studio delle questioni sociali, esplorando la relazione tra potere e individui. Conosciuto per il suo interesse specifico nei paesi post-sovietici, ha pubblicato su questo argomento: “Dusha” (Anima russa) nel 2007, “La linea inesistente” nel 2009, “Red Thistle” nel 2012 e “Spasibo” nel 2013. I suoi progetti hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti 

sergio ramazzotti

(Italia, 1965) Ha scritto e fotografato centinaia di storie per la maggior parte delle principali riviste del mondo. Le sue fotografie sono state esposte in diverse mostre personali in Italia e all'estero.  Tra le sue pubblicazioni i libri "Vado verso il capo" (Feltrinelli 1996), "Carne verde" (Feltrinelli 1999), "La birra di Shaoshan" (Feltrinelli 2002), "Liberi di morire" (Piemme 2003) 

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